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Tremate, tremate, le streghe sono tornate!
Almeno in tv, con due serial che promettono bene.
Le streghe di East End, dal romanzo (che non mi ha detto granché) di Melissa Marr non è niente male, e rappresenta una bella storia al femminile e magica, non zuccherosa come quella del sia pure carinissimo Charmed.
Salem non l’ho ancora visto, nemmeno in lingua originale, ma sembra molto interessante, e si inserisce nel genere telefilm storico, raccontando i fatti del famoso posto nel Massachussets.

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Maleficent mi è piaciuto, e molto anche, e non solo per la splendida Angelina Jolie, meravigliosa come non mai, ma anche per le atmosfere con richiami ai disegni di Brian Froud e Arthur Rackham, per la rilettura femminista della vicenda, per la figura di guano che si fa il principe azzurro (e a proposito di guano, sicuri che non preferisca Fosco il corvo in vesti umane?), per i richiami ecologisti e per l’assunto che i bambini, comunque sia, sono di chi li cresce e li ama.
Certo, posso capire che i puristi storcano il naso, e io avrei comunque trattato meglio le tre fatine, tra cui c’è la grande Staunton e la giovane e interessante Juno Temple, e avrei fatto di Aurora un personaggio un po’ più politicamente scorretto, è ancora troppo buona. Ma tanto ho in mente anch’io una rilettura della Bella Addormentata molto anticonformista, e no, non come quella di Anne Rice. Io non amo le donne sottomesse. Né le buone né le cattive.

E’ sempre massicciamente presente, nelle librerie e tra le mie letture, il genere fantastico, soprattutto da quando ho deciso di scrivere un saggio sulla storia del fantasy, su cui tornerò più avanti.
Ottimo a dir poco il nuovo romanzo di Amabile Giusti, Odyssea, storia tra fate e regno reale, che rilegge l’urban fantasy senza tutte le menate degli ultimi anni. E come fan da sempre delle leggende sul Piccolo Popolo, non posso che apprezzare l’immaginario scelto.
Giusto per rimanere sempre in casa nostra, interessante anche Striges di Barbara Baraldi, rilettura del mito della strega con innovazioni e rimandi, non certo il solito young adult fantastico trito e ritrito, primo di una serie di cui non vedo l’ora di leggere i seguiti.
Molto molto bello anche Garden di Emma Romero, distopico fantascientifico in una società futura in cui le arti e le professioni creative sono destinate a pochi eletti, tanto metaforica di certe situazioni che stanno succedendo adesso.
Non privo di interesse lo scandinavo Il cerchio di Mats Strandberg e Sara Bergmark Elfgren, storia di streghe in Svezia, che ancora una volta, come altri libri di altri generi, mette in luce le magagne del decantato modello scandinavo, ottimo certo per tante cose ma incapace di risolvere il buio che c’è nell’anima.
Tra thriller e fantastico e sempre in salsa nordica è invece Una piccola stella, di John Ajvide Lindqvist, che racconta la storia di due bambine e ragazzine speciali, con tanto di critica ai reality e atmosfere davvero inquietanti.
Semplicemente splendido e sono felicissima che Tim Burton voglia trasporlo in film è invece La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs, apologo sula diversità travestito da racconto horror.
Non brutto ma nemmeno così esaltante Le sorelle Soffici di Pierpaolo Vettori, storia sognante di due sorelle a Torino tra realtà e fantasia.
Purtroppo mi sono ritrovata il numero due senza aver letto il primo di Ossidea di Tim Bruno, ma devo dire che come avventura per ragazzi non è male, anche se, a differenza di un Harry Potter resta nell’ambito di un libro per ragazzi.

Malefica, la strega della Bella Addormentata e l’altra grande cattiva Disney oltre a Grimilde di Biancaneve, è da sempre un personaggio che affascina, e sarà la grande protagonista di un filmone fantasy del prossimo anno con protagonista Angelina Jolie, accanto a Elle Fanning nel ruolo di Aurora e Juno Temple in quello della fatina buona.
E a Torino Comics è comparso un cosplay di Malefica!
Inoltre Malefica sarà protagonista di uno dei miei prossimi romanzi…

Connie, brillante dottoranda dell’Università di Harvard, scopre di aver ereditato dalla nonna una casa antica ormai diroccata, dentro cui si trovano le tracce di un’antica magia…. Insomma, si parla di libri, di studio, di streghe, di vecchie case: una storia di streghe per adulti, non per ragazzini, scritta da Katharine Howe, di cui sarà interessante leggere i prossimi libri.

In questo profluvio di romanzi fantasy e fantastici, risulta difficile trovare qualcosa che non riprende clichés, come ormai quello diffusissimo della ragazzina sfigata che incontra uno strafigo che, te pensa, è anche un vampiro.
La saga della guerra delle streghe di Maite Carranza, tre libri che si divorano d’un fiato, è un esempio di storia originale. L’autrice, di Barcellona, riprende in mano i miti mediterranei sulle streghe, mescolandoli con quelli nordici, mesoamericani e dell’Europa dell’Est, trascinando il suo lettore per mano nello scontro mortale tra le streghe bianche Om e le streghe malefiche Od, tra folklore e colpi di scena, con al centro la giovane Anaid, un personaggio a cui non puoi non affezionarti. Da leggere e rileggere, in attesa che qualcuno, magari Guillermo del Toro, faccia un film.