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Il MUSLI, Museo della storia e del libro dell’infanzia, di Torino a Palazzo Barolo dedica fino a fine gennaio 2013 una mostra sui fratelli Grimm, nel bicentenario della prima edizione delle Fiabe. In mostra, libri unici e splendidi.

Biancaneve, del 1937, è considerato da tutti il capolavoro di Disney. Senz’altro è uno dei film in cui l’atmosfera gotica delle fiabe viene resa meglio, senza contare l’indimenticabile apporto dato dai nani.
Ho visto Biancaneve per la prima volta da bambina piccolissima e mi ha sempre ammaliato con la sua carica di fantasia.

Sono stati i fratelli Grimm a trascrivere questa fiaba, che si rifà ad antichissime tematiche pagane e cavalleresche, se non al mito di Proserpina e di Demetra;
Il tema della fanciulla chiusa nella torre era in decine di poemi epici, di leggende, era un tema della tradizione pagana (la giovane chiusa in attesa in un posto irraggiungibile);
Basile ha una storia analoga nel Pentamerone chiamata Petrosinella, basata sul prezzemolo invece che sui rapanelli, ma praticamente identica;
C’è anche un film d’animazione della Disney su Raperonzolo, purtroppo in animazione computerizzata e non con la splendida tecnica del disegno a mano che aveva reso celebre la casa produttrice;

Scritta da Andersen, si rifà ad antiche leggende inserendo il fatto storico della caccia alle streghe;
Ha avuto una trasposizione animata in Giappone negli anni Settanta, ribattezzata da noi Heidi diventa principessa;

La versione di Biancaneve che conosciamo è stata raccolta dai fratelli Grimm nell’Ottocento nella zona della Foresta Nera;
Il finale, spesso censurato, rappresenta la morte della matrigna, costretta ad indossare scarpe roventi e a ballare fino a morire. Io da bambina lessi così il finale e non sono diventata una serial killer, per cui sarebbe ora che il politically correct andasse a farsi benedire;
Biancaneve ha ispirato il primo e splendido lungometraggio di Disney, in cui i protagonisti diventano i nani;
C’è anche un film di alcuni anni fa su Biancaneve, con Sigourney Weaver nel ruolo della strega;
In un film tv di alcuni anni fa Biancaneve era Kristin Kreux (Lana in Smallville) mentre la strega era la bravissima Miranda Richardson;
Di Biancaneve esiste anche una versione erotica a fumetti realizzata da Leone Frollo, più altri prodotti minori tendenti al porno;
Nel primo film di Shrek ci sono un paio di citazioni simpatiche di Biancaneve, vista alla fine come una stronzetta che litiga con Cenerentola per avere il bouquet

Charles Perrault
Il più noto ed amato favolista alla corte del Re Sole, scrisse relativamente poche storie, raccolte in Racconti di Mamma Oca, ma creò tutta una serie di miti e storie amatissime ancora oggi. Tra le sue opere ricordiamo: Cappuccetto rosso (con finale triste), La bella addormentata nel bosco (con aggiunta dark e horror seguendo Basile), Cenerentola, Pelle d’Asino e il capolavoro gotico Barbablù. Ci sono edizioni delle sue fiabe un po’ ovunque.
Madame Jeanne Marie Le prince de Beaumont
Pittrice, da un certo punto in poi diventò una delle prime autrici di storie per bambini, anche se la sua La Bella e la Bestia è una storia decisamente dai toni adulti. Presente sempre in tutte le antologie dedicate ai favolisti francesi del Sette e Ottocento.
Gli altri favolisti francesi
Marie Catherine d’Aulnoy. Si distinse come autrice di storie ricche di avventure e di intreccio, per certi versi anticipatrici dei moderni romanzi fantasy di sue colleghe di oggi come Marion Zimmer Bradley. Ha scritto una storia deliziosa, La gattina bianca, una fiaba meno nota, ma deliziosa, in cui ci sono fanciulle prigioniere, ricerche magiche e dove i gatti diventano creature magiche e non più demoniache. Una storia poco nota, ma decisamente riuscita, che anticipa adattamenti futuri, come la principessa gatto Kaguya del secondo film di Sailor Moon. E’ presente in tutte le raccolte di storie dei favolisti francesi, se non l’avete mai fatto, leggetela!
Charlotte de La Force e Henriette de Murat. Autrici minori, con toni spesso tragici nelle loro storie, erano brillanti dame di corte che inventarono entrambe le loro storie in periodi di esilio. Un po’ macchinose ma curiose.
I fratelli Grimm
I fratelli Grimm sono due studiosi tedeschi che nel secolo scorso dedicarono tempo e pazienza allo studio del folklore del loro Paese e nordico in generale. Le loro fiabe sono ancora lette oggi, sia nella loro edizione originale sia in riletture più per bambini, edulcorate, perché sono cupe come dovrebbero essere tutte le fiabe. A loro dobbiamo Raperonzolo, I tre porcellini, I musicanti di Brema, Biancaneve e mille altre storie.
Hans Christian Andersen
Uno dei più grandi favolisti di tutti i tempi, ci ha regalato La sirenetta, La regina delle nevi e I vestiti nuovi dell’imperatore. Le sue fiabe sono considerate, ancora più che presso gli altri, dei capolavori letterari.
Carlo Collodi
Oltre a scrivere il celeberrimo Pinocchio, Carlo Collodi è famoso per avere tradotto in italiano le fiabe di Perrault e soci, e per avere scritto altre storie in rielaborazione di quelle toscane.
Emma Perodi
Studiosa di folklore e leggende, ha raccolto nelle sue storie una serie di tradizioni italiane. Non sono notissime le sue fiabe, ma sono da leggere. Io le ho nell’edizione Newton Compton.
Giovan Battista Basile.
Giovan Battista Basile ha scritto fiabe in napoletano molto simili a quelle di Perrault, come Sole, Luna e Talia, che ha ispirato La Bella Addormentata. Ma ci sono anche storie più popolari e genuine: purtroppo il fatto di essere in napoletano stretto non gli ha portato una grande fortuna popolare.
Straparola.
Straparola, nato come novellista che emulava Boccaccio, raccolse nel suo Le piacevoli notti alcune fiabe popolari, alcune delle quali alla base di storie come La Bella e la Bestiae Cenerentola. Purtroppo però sono una minoranza in mezzo a novelle francamente poco interessanti.
Carlo Gozzi.
Poeta e favolista, ci ha regalato un capolavoro come L’amore delle tre melarance, oltre ad altre fiabe più brevi.
Guido Gozzano.
Il cantore delle buone cose di pessimo gusto ha creato una serie di fiabe, spesso rielaborate da fiabe preesistenti, delicate e struggenti, a volte demitizzanti, ma tutte piuttosto belle.
William Butler Yeats.
Figlio di un pittore preraffaelita, e poeta di grande lirismo, raccolse per la prima volta in volume le favolose fiabe della sua terra, l’Irlanda. Un classico da avere in libreria.
Oscar Wilde.
Più famoso per i romanzi e il teatro, oltre che per la sua vita fuori da ogni schema, ha scritto alcune fiabe meravigliose, come Il principe felice e L’usignolo dell’imperatore, malinconiche e tragiche, pezzi di grandissima letteratura.