Nel mio viaggio sul fantasy ho trovato alcuni suggerimenti per libri che sono considerati protofantasy, usciti tra l’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Anzi, in un caso si tratta di un libro uscito tra Sei e Settecento, Il regno segreto di Robert Kirk, cronaca del Piccolo Popolo e dei suoi riti.
Interessante ma meno bello delle sue altre opere rivolte alla gioventù Un americano del Connecticut alla corte di Re Artù di Mark Twain, che racconta un vero e proprio viaggio nel tempo. Curiose le opere di George Mc Donald, scozzese morto poi a Bordighera, La favola della notte, Le fate dell’ombra, Lilith, ancora molto vicine alla fiaba.
Ho trovato invece un po’ pesante la trilogia di Gormenghast di Mervin Peake: Gormenghanst, Tito di Gormenghast, Via da Gormenghast sono libri non privi di interesse ma non certo molto coinvolgenti.
Un mondo con cui bisogna fare i conti quando si scrive sul fantasy è quello medievale, su cui pesa ancora lo stigma dell’Illuminismo, che lo bollò come retrogrado e oscurantista, come se reazionari e oscurantisti non siano esistiti anche in altre epoche, comunque quella contemporanea.
Ho consultato un vecchio saggio anni Ottanta, La leggenda dell’unicorno, L’immaginario medievale, un compendio come Miti e personaggi del Medio Evo, il saggio di Tolkien Il Medio evo e il fantastico e la simpaticissima raccolta Garzanti Romanzi medievali d’amore e d’avventura, e devo dire che ho trovato delle tematiche poi riprese dal fantasy. Anche se il Medio Evo del fantasy è comunque spesso un mondo reinventato e nuovo.
Un personaggio e un universo onnipresenti nell’immaginario fantasy sono quello di Re Artù e del mito di Camelot. Ritengo che una delle migliori riletture sia stata quella di Marion Zimmer Bradley ne Le nebbie di Avalon, comunque ho ripassato un po’, girando tra vari libri.
Il mito della tavola rotonda di Norma L. Goordich cerca di dare una spiegazione storica di tutto, con esiti interessanti anche se non pertinenti ad un saggio sul fantasy. Morgana e Melusina di Harf Lachner è, da questo punto di vista, più interessante, perché parla di come è nato il mito delle fate nel Medio Evo.
Godibilissime le tre raccolte Newton Compton di racconti dedicati all’universo arturiano, Miti e leggende di Re Artù e della Tavola rotonda, La leggenda di Camelot e La leggenda di Merlino, usciti negli anni Novanta e che consiglio vivamente di avere nelle proprie biblioteche. Interessante ma più da studiosi I romanzi della Tavola rotonda, con storie di autori medievali, come Chretien de Troyes, e approfitto dell’occasione per ringraziare la mia durissima ma mai dimenticata professoressa Paola Abbena per avermi parlato per prima di questo autore.
Mi ha invece abbastanza deluso Merlino il regno incantato di Nikolaj Tolstoj, un libro lento e che aggiunge poco al mito e alla storia.
Parlando di film, ho visto sia lo storico o presunto tale King Arthur con Clive Owen e Keira Knightley sia il fantastico Excalibur con Helen Mirren e Nigel Terry, e devo dire che, pur riconoscendo che King Arthur ha molti aspetti interesse, Excalibur, splendido affresco tra Medio Evo e neogotico, realizzato senza computer graphic, è impagabile, da vedere e rivedere.

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