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Gothic culture

E’ sempre massicciamente presente, nelle librerie e tra le mie letture, il genere fantastico, soprattutto da quando ho deciso di scrivere un saggio sulla storia del fantasy, su cui tornerò più avanti.
Ottimo a dir poco il nuovo romanzo di Amabile Giusti, Odyssea, storia tra fate e regno reale, che rilegge l’urban fantasy senza tutte le menate degli ultimi anni. E come fan da sempre delle leggende sul Piccolo Popolo, non posso che apprezzare l’immaginario scelto.
Giusto per rimanere sempre in casa nostra, interessante anche Striges di Barbara Baraldi, rilettura del mito della strega con innovazioni e rimandi, non certo il solito young adult fantastico trito e ritrito, primo di una serie di cui non vedo l’ora di leggere i seguiti.
Molto molto bello anche Garden di Emma Romero, distopico fantascientifico in una società futura in cui le arti e le professioni creative sono destinate a pochi eletti, tanto metaforica di certe situazioni che stanno succedendo adesso.
Non privo di interesse lo scandinavo Il cerchio di Mats Strandberg e Sara Bergmark Elfgren, storia di streghe in Svezia, che ancora una volta, come altri libri di altri generi, mette in luce le magagne del decantato modello scandinavo, ottimo certo per tante cose ma incapace di risolvere il buio che c’è nell’anima.
Tra thriller e fantastico e sempre in salsa nordica è invece Una piccola stella, di John Ajvide Lindqvist, che racconta la storia di due bambine e ragazzine speciali, con tanto di critica ai reality e atmosfere davvero inquietanti.
Semplicemente splendido e sono felicissima che Tim Burton voglia trasporlo in film è invece La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs, apologo sula diversità travestito da racconto horror.
Non brutto ma nemmeno così esaltante Le sorelle Soffici di Pierpaolo Vettori, storia sognante di due sorelle a Torino tra realtà e fantasia.
Purtroppo mi sono ritrovata il numero due senza aver letto il primo di Ossidea di Tim Bruno, ma devo dire che come avventura per ragazzi non è male, anche se, a differenza di un Harry Potter resta nell’ambito di un libro per ragazzi.

Dato che la mia ultima, per ora, fatica come scrittrice è stato un saggio sui telefilm di Buffy e Angel, mi sono letta un po’ di romanzi di ieri e di oggi sui vampiri, trovando anche ottimi titoli, per capire come Joss Whedon ha innovato e cambiato.
Decisamente inferiore alla serie televisiva omonima la serie de Il diario del vampiro di Lisa Jane Smith: per carità, rispetto ai vampiri luccicanti della Meyer siamo quasi al capolavoro, ma ho trovato i primi quattro romanzi noiosi e poco incisivi. Meglio il telefilm, con l’attizzante Damon Salvatore.
Sempre ben fatte le antologie di racconti ottocenteschi in tema, come la recente La prima notte dei vampiri, di Einaudi, con tanti autori classici, e persino un’incursione nel genere del nostro Emilio Salgari.
Molto interessante e buffyano La crociata dei vampiri, di Nancy Holder, già autrice del Buffyverse, e Debbie Vigué, distopia fanta horror di un futuro dominato dai vampiri dove ci sono organizzazioni segrete di cacciatori e cacciatrici, multietniche, in una prospettiva non solo più a Sunnydale.
Curioso Una splendida vampira di Arabella Kenealy, metafora della menopausa vista come continua ricerca di vita, scritta da un’autrice che, malgrado si fosse laureata in medicina e scrivesse, era contraria all’emancipazione delle donne nei primi decenni del Novecento. Come dire, io mi sono sistemata, le altre facciano le serve agli uomini e non rompano. Beh, le stronze esistono da ben prima della Fornero…
Struggente l’adolescenziale Il bacio d’argento di Annette Curtis Klause, storia di una ragazza alle prese con il cancro della mamma, che incontra un giovane vampiro, da secoli sulle tracce del fratello minore assassino, con metafore di solitudine, morte, crescere.
Non è forse il migliore libro scritto da Stephen King, ma I vampiri di Salem ha comunque fascino ed interesse, ed introduce le tematiche care a Joss Whedon del vampiro non più figura di un Ottocento vittoriano ma presente nella società contemporanea, magari come metafora dei pericoli e dell’avidità di certe esseri oggi.
Decisamente meno riuscito in questa prospettiva Il circo dei vampiri di Richard Laymon, un imitatore non così ispirato di Stephen King, che però scrive una storia abbastanza originale, con il tema del circo come luogo inquietante.
Di nuovo distopie con Vampirus di Scott Westerfeld, in cui il vampirismo diventa metafora delle malattie sessualmente trasmissibili. Interessante la tematica, ma il romanzo non mi ha detto granché.
Intrigante il classico Varney il vampiro, riproposto da Gargoyle, di Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer, romanzo d’appendice vittoriano ricco di gran fascino, costruito con la tecnica del cliffhanger tra un capitolo e l’altro.
Curiose sempre le riletture di Dracula, sia che ripercorrano la storia da una prospettiva diversa, come Vampiro di Fred Saberhagen, sia che si concentrino sulla figura storica di Vlad Tepes, come Il principe Vlad di Wolfgang Holbein, o che raccontino la vicenda da un punto di vista femminile e femminista, come La sposa vampiro di Syrie James.
Se invece si cerca un saggio in tema resta imperdibile, anche se un po’ datato, La stirpe di Dracula di Massimo Introvigne, persona che ho avuto l’onore di conoscere e che ha una delle biblioteche esoteriche più fornite che ho visto.
Tornando sui romanzi, non è niente male il primo volume della saga di Dark Shadows, La maledizione di Angélique, scritto da Lara Parker, la Angélique della serie originale e pubblicato sull’onda del rinnovato interesse dopo il film di Tim Burton.
Immancabili e irrinunciabili, anche se con il tempo ha perso un po’ forse l’entusiasmo iniziale, sono i romanzi di Anne Rice, capace di costruire un universo di vampiri sensuali, che attraversano la Storia, amorali come gli esseri umani, affascinanti. Titoli come Intervista col vampiro, Scelti dalle tenebre, La regina dei dannati, Il ladro dei corpi, Mennoch il diavolo, Il vampiro Armand, Merrick la strega, Blood, Marius, Il vampiro di Blackwood sono comunque dei must, da leggere e rileggere.

Continua l’ondata di successo anche per il fantasy e il fantastico in generale, anche qui bisogna saper scegliere, ma qualcosa di buono si trova sempre.
I diari delle streghe di Lisa Jane Smith sono molto meno peggio di quello che pensavo, anche se riprendono vari topoi del genere, a cominciare da quello della ragazza nuova che arriva in una cittadina dove la attendono magie e congreghe.
Ghost story con una buona idea di fondo ma non troppo ben sviluppata per Anna vestita di sangue di Kendare Black, storia di un giovanissimo cacciatore di fantasmi e di una ragazzina prigioniera di una morte senza fine.
Fantatico, anzi horror made in Italy per Un segno nelle tenebre di Roberta Ciuffi, ancora divagazioni sui licantropi o meglio i lychaons, sullo sfondo di fine Ottocento.
A dir poco splendida la nuova fatica di Libba Bray, La stella nera di New York, horror con maledizioni e spiriti del male che tornano, ma soprattutto struggente ritratto dei ruggenti anni Venti, di spensieratezza tra gli abissi di due guerre.
Simpatico La signora dei cimiteri di Amanda Stevens, tra giallo e paranormale, con tanto di copertina gotica, se non si hanno però particolari pretese.
Divertente il capitolo finale della trilogia della Biblioteca dei Morti di Glenn Cooper, I custodi della biblioteca, dove si arriva al momento dell’Orizzonte finale, mentre non mi ha entusiasmato il secondo capitolo della trilogia distopica di Allie Condie, Crossed, e dire che il primo mi era anche piaciuto, ma diciamo che io sono e resto una fan del fantasy, la fantascienza in generale mi dice ben poco quando non mi piace, oltre a non piacermi l’atteggiamento lagnoso di tanti patiti del genere.
Bello, come tutti i romanzi di Carlos Ruiz Zafon, anche Il principe della nebbia, novella lunga di maledizioni che arrivano dal mare, e che fa parte della serie di libri che l’autore ha scritto per ragazzi.
Ma la scoperta viene da Serena Pieruccini, scrittrice, grafica, marionettista che ho avuto l’onore di conoscere a Lucca, con il suo romanzo gotico Dolcemente tenebroso il risveglio di Lucilla, veramente molto interessante. Spero di leggere e vedere ancora creazioni di questa fantastica autrice.

Spesso si considerano gli autori italiani non all’altezza, soprattutto per quello che riguarda la letteratura fantastica: un pregiudizio duro a morire, visto che sono tanti gli italiani che scrivono cose interessanti.
Una delle saghe italiane più interessanti è quella di Virginia de Winter, sul mondo di Black Friars, simile alla Francia del Seicento, tra vampiri e complotti, intorno alla bella Eloise Wess: tre volumi complessi e affascinanti, da leggere e rileggere.

Ho avuto l’onore di conoscere Chiara Palazzolo al Salone del libro del 2010: conservo ancora la mia copia de Nel bosco di Aus, geniale romanzo gotico con streghe oggi e sui mille compiti che affliggono le donne, autografata dall’autrice, con la quale ho scambiato qualche mail, ricevendo anche ringraziamenti per le recensioni che ho fatto del suo libro.
Chiara non c’è più, un brutto male l’ha portata via, Chiara che aveva reinventato il genere gotico horror, Chiara che ha aperto le porte per questo genere alle autrici italiane, Chiara che saggiamente ha detto che si può benissimo vivere di scrittura e cultura, basta non essere spendaccioni e esosi. Ciao Chiara, sono felice di averti incontrata sulla mia strada.

Le storie di fantasmi di sapore vittoriano sono tornate al cinema, con un paio di film interessanti.
The woman in black, dal romanzo di Susan Hill, vede l’ex Harry Potter Daniel Radcliffe interpretare ottimamente un proto Fox Mulder, in un affresco dove si salta sulla sedia non poco.
Di nuovo fantasmi in Il mistero di Rookford, con una proto Scully che indaga sui ciarlatani che all’indomani della Grande Guerra speculavano sul dolore di chi aveva perso un caro nelle trincee. Bravina Rebecca Hall, strepitosa Imelda Staunton.

Intervista con il vampiro è lo splendido adattamento del romanzo di Anne Rice, una storia di vampiri erotica, sensuale e lussuosa.
E’ una delle prima storie che mi ha avvicinata al mondo dello slash e dello yaoi, ma di questo film io amo soprattutto la splendida ambientazione e la bellissima Kirsten Dunst, che prometteva già bene fin da piccola.

Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola è il film del 1993 che ha rinverdito il mito del vampiro, trasformandolo da mostro assetato di sangue a un essere immortale e infelice, assetato di amore per la sua perduta sposa Elizabeta.
E’ un film che ho adorato a prima vista, per come ripropone il tema de La bella e la bestia, per la struggente malinconia di cui è pervaso, per il sottile ma insistente erotismo intorno alla seduzione operata dal vampiro.
Certo che poi a questo occorre aggiungere l’ottima regia di Francis Ford Coppola, dotata di una stile molto particolare che riprende suggestioni visive dell’origine anche del cinema. La figura dei vampiri ne esce rinvigorita e rivalutata, in attesa di ulteriori sviluppi altrettanto affascinanti.
Gary Oldman, Dracula, si è specializzato negli anni nelle parti di cattivo, interpretando non tantissimi film. Ricordiamolo almeno in Leon di Luc Besson. In seguito, ha interpretato Sirius Black nella saga di Harry Potter.
Winona Ryder, Mina, ha interpretato numerosi film d’autore (L’età dell’innocenza, un esempio a caso) e film giovanili (Giovani, carini e disoccupati). Siamo tutti in attesa di un suo ritorno alla grande.
Keanu Reeves (Jonathan Harker) ha ottenuto successi su successi negli anni seguenti, in particolare poi con il cult fantascientifico Matrix.
Anthony Hopkins (il professor Van Helsing) è uno degli attori più validi tra i contemporanei, anche se la sua fama resta molto legata al dottor Hannibal Lecter de Il silenzio degli innocenti e di Hannibal.
Cary Elwes (Sir Arthur Holwood), dopo un debutto romantico ne La storia fantastica, ha interpretato varie parti da cattivo (Il collezionista). Tra le altre sue interpretazioni ricordiamo un ruolo molto accattivante nel cast del serial stracult The X-Files.
Monica Bellucci (una delle tre spose vampire di Dracula) si sta affermando come attrice, soprattutto in Francia, dove vive con il marito: ultimamente la si è vista ne Il patto dei lupi, nei panni di un’affascinante spia.
I costumi del film sono realizzati da Eiko Oshida (premio Oscar) su modello dei quadri Belle Epoque di Mucha.
E’ il primo film di Dracula dove si mette insieme esplicitamente la figura storica e la figura letteraria del conte Dracula.
Dracula parla in un rumeno abbastanza corretto.
In realtà il film segue il romanzo di Stoker ma stravolgendone il senso per quello che riguarda il rapporto tra Dracula e Mina.
Produttore associato del film è Susie Landau, figlia di Martin Landau e sorella di Juliet Landau, futura interprete di Drusilla in Buffy.
Esiste un ottimo adattamento a fumetti del film dove vengono spiegate più cose ancora della trama.